Cuore di Carta

Cuore di Carta

Kristina Sarkyte, regista del film “Cuore di Carta” mi chiese di

preparare un’opera che doveva prendere parte, essa stessa, al

racconto.

L’Amore e le Cose della Vita. Ecco il senso di quest’opera.

Il Cuore di Carta inizia a prendere forma.

Le mani di una madre che stringono quelle del figlio sono la

testimonianza di un Amore infinito, il senso di protezione,

accoglimento, trasmissione di esperienze, consapevolezza, legame,

emozioni indissolubili.

Proprio le Cose della Vita, per chi le sa vedere, vivere, raccontare,

portarle nell'anima che vola davvero un passo sopra noi.

Un riferimento universale.

Il Cuore di Carta é un dono, fragile e che richiede cura, per

mantenersi vivo e mantenerci vivi, insieme.

La Carta d'Artista racconta il nesso tra immaterialità dell’opera

cinematografica e la sua materializzazione simbolica emozionale e

spirituale attraverso un'altra forma del tutto nuova. L’opera ritorna

così ad essere di nuovo non solo materia (nel film viene bruciata), ma

anche ricordo che rimane materiale ad esperienza compiuta. Si

tracciano e riannodano così quei fili invisibili sospesi nel tempo e nello

spazio che legano i ricordi dell’esperienza filmica al materiale artistico

divenuto opera e rinato ancora una volta. L'esperienza filmica

diviene così, grazie all’opera ricomposta in forma nuova, il ricordo

presente, continuo e permanente dal momento stesso in cui l'opera,

la Carta d'Artista, viene accolta. L’esperienza diventa permanente

memoria visiva, materiale ed emozionale

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